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Apicultura


Tutti i mondi sono meravigliosi, ma per noi umani quello delle api ha un fascino particolare
perché ci assomiglia molto, in quello che siamo e in quello che forse vorremmo essere
e in qualche modo ci racconta un futuro possibile, non so dire se auspicabile, dell'umanità



L'emozione che provo nel fare con le api assomiglia a quella di un disinnescatore di ordigni, o di un incantatore di serpenti,
o di un amministratore di condominio, cose che ho fatto e conosco

Le api vanno prese per il loro giusto verso, se le contrasti si incazzano, e pungono, come tutti
Con le api è richiesto gesto quieto e preciso e attenzione focalizzata, come nel gioco degli scacchi

Allora la mente si svuota degli altri pensieri, ed è una sensazione piacevole ascoltare l'assenza dei confusi rumorìi
che altrimenti il cervello incessantemente produce

Fare con le api è una forma di meditazione, è un'arte marziale, è una danza

Le api sono un importante anello della catena alla quale appartengono tutte le creature

Proteggere le api è atto necessario per contribuire alla prosperità dell'ambiente

E il miele è solo un gradito sottoprodotto



Sciame "pigro"
Ci prendiamo cura di un piccolo apiario stanziale collocato a quota 1.450 metri.
Le api bottinano in ambiente pulito, principalmente su fiore di tarassaco, rododendro, lampone, trifoglio.

Il miele che ricaviamo è classificabile come "millefiori di alta montagna" di colore giallo paglierino chiaro, di sapore pronunciato e profumato.

Ai primi freddi il miele cristallizza finemente e diventa di consistenza solida e spalmabile.

Durante il processo di smielatura separiamo gli "opercoli" costituiti da miele, cera, propoli, e altre sottili magie delle api.
Masticare questa sorta di "cicca dolce" aiuta a prevenire le malattie influenzali e da raffreddamento ed aiuta a ridurre le sinusiti.
Io lo faccio, e sono anni che non mi ammalo mai.






Api in sciame
La sciamatura è il momento di festa in cui il popolo delle api si riproduce.

L'ape singola è un individuo incompleto, incapace di vivere solo; possiamo quindi considerare l'ape come una cellula di un superorganismo chiamato alveare.

Per la conservazione della specie è necessario che il superorganismo alveare si riproduca, e questo avviene in primavera, in famiglie sane e popolose.

La famiglia si divide allora in due gruppi; uno resta nel nido, l'altro parte in volo a cercare l'avventura di una nuova dimora.

Dopo un primo momento di festoso volo le api si posano e radunano in una forma tipica e compatta, detta sciame, parcheggiate in attesa di decidere dove andare.








Pacifica cattura di uno sciame






Pacifica cattura di uno sciame


Per l'uomo è il momento giusto di tentarne la cattura, che normalmente è accettata, facile e pacifica.
Basta essere sereni, fiduciosi, precisi, sicuri.

E Checco, grande raccoglitore di sciami, qui ce lo sta dimostrando









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Maldestra cattura di uno sciame




Maldestra cattura di uno sciame

Ma non tutte le ciambelle riescono col buco, e a volte qualcosa va storto e la compattezza dello sciame si dissolve in ventimila api arrabbiate ...

E' quello che mi è capitato questa volta, forse non avevo vuotato a dovere la mente ... o forse mi ero solo eccessivamente protetto












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E mò che faccio?
Sciame sfida

A volte gli sciami si posano in situazioni insolite, e allora la cattura non si può avvalere di precedenti esperienze collaudate.

Non resta che aguzzare l'ingegno e escogitare un nuovo stratagemma, e sperare che funzioni.

In questo caso ho optato per la spiccia raccolta con il ramaiolo, da usare a mestolo forato, come per gli gnocchi.

L'idea era accettabile, l'esecuzione forse un po' meno, perché mi sono beccato una clamorosa puntura da 118

Aggiungo meritata, perché le api pungono solo quando si sbaglia qualcosa


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Sciame standard
Viva la "normalità"

E' un bene che le cose a volte siano anche normali, e la raccolta di uno sciame standard è un gioco da ragazzi.

Lo sciame ideale si posa su un ramo basso, raggiungibile da terra senza acrobazie.

Lo si coglie come fosse un grosso frutto, tagliando delicatamente e senza scosse il ramo, con braccio preparato a sostenerne l'inaspettato peso, che può essere di alcuni chili.

Se l'operazione viene fatta bene le api rimangono buone, ferme e compatte, e si può portare senza difficoltà il ramo con le api sopra la cassa nido, che è meglio avere nei paraggi.








Accondiscesa cattura





Poi lo si adagia delicatamente sull'arnia, e le api dopo un attimo di consultazione, e magari sospinte da un leggero refolo di profumato fumo, si incammineranno in ordinate file per raggiungerne l'interno.

Da secoli hanno capito che la loro forma ideale, che è la sfera, si può facilmente inscrivere nel cubo, che è la forma che ostinatamente continuiamo a proporgli noi, sciocchi umani amanti dell'angolo retto.

E se questo cubo è pure asciutto e già provvisto di cera e miele, difficile sarebbe trovare qualcosa di meglio in natura.

Forse la libertà, direte voi, ma a quale prezzo?

Non più accudite, coccolate, e nutrite quando è carestia e fame, sarebbe buona libertà?

Così a volte mi viene da pensare: non sarà mica che siano le api ad allevare me, per tutti i servigi che gli rendo?










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Vabbè, stiamocene nel mezzo, e gioiamo che l'alleanza tra uomo e api rechi benefici ad entrambi.
L'ape ricambia le cure dell'uomo con le eccedenze dei prodotti dell'alveare, ma soprattutto provvede all'impollinazione dei fiori, senza la quale non ci sarebbero semi e frutti e cibo per tutte le creature.

Nell'alto clima alpino l'ape ha difficoltà a vivere selvatica, qui l'anno è fatto di sei mesi di inverno, tre mesi di freddo, e tre mesi di fiori, che solo quando sono baciati dal sole producono nettare e polline in quantità sufficiente a consentire alle api di raccogliere e immagazzinare scorte per vivere bene negli altri nove.



Ma capitano anche gli anni difficili, gli inverni lunghi, le primavere assenti, le estati mosce, e allora al popolo delle api fa piacere che qualcuno provveda ad integrare gli insufficienti raccolti, per consentirgli di superare da vive la carestia, per tornare a ronzare allegre in quel miglior futuro che dopo una annata grama si spera sempre sia quasi giusto che arrivi ...




E così giuocando con le api mi è capitato anche di rincorrerle sui fiori, per danzare insieme a loro, e per imparare i nomi di quelli che maggiormente le attraggono.

Ne è nata una interessante ricerca, tutt'ora in corso, alla quale collaborano gli amici delle "Piante del Miele" che ha l'ambizioso obiettivo di catalogare 1.000 fiori melliferi, quelli che appunto si dovrebbero ritrovare raccolti nel miele di più larga diffusione, che taluni reputano "ordinario" , ma che invece a parer mio rappresenta la miglior miscela delle virtù della biodiversità.

Se vi interessa dare una occhiata a questa raccolta di piante mellifere la potete vedere qui